A Roma le opere di Hamish Pringle e Aleksandra Lajtenberger Un filo sottile che unisce due generazioni. E' questo il tema centrale di 'Lifelines', mostra inaugurata ieri a Roma presso l'Opificio Telecom (via dei Magazzini Generali 14) e aperta al pubblico oggi e domani. L'iniziativa, promossa dal gruppo Flumen , presenta al pubblico 27 opere che raccontano lo scorrere del tempo sul volto di madri e figlie provenienti da quattro continenti, dunque da diverse storie e culture. Le opere sono state realizzate da Hamish Pringle , fino allo scorso luglio direttore generale dell'IPA, Institute of Practitioners in Advertising (l'Assocomunicazione britannica), che ha lavorato con la tecnica 'Sandpaper' i ritratti doppi scattati dalla fotografa Aleksandra Lajtenberger .
Nell'avvicinare idealmente le due generazioni e lavorando sui loro tratti ed espressioni, l'artista ha voluto rappresentare lo scorrere del tempo nel mondo femminile. Ed è una vita 'in bilico' fra arte e pubblicità quella di Hamish Pringle, uomo di lungo corso dell'advertising britannico da sempre convinto della vicinanza dei due mondi. "Sono sempre più convinto - ha spiegato - che i 'pensieri artistici' debbano avere un posto centrale in pubblicità e nella comunicazione commerciale, questo perché contengono in sé un forte appeal emozionale, ma anche razionale e questo è essenziale nell'advertising. Io vedo la pubblicità come arte commerciale che ha maggiore successo quando è in grado di coinvolgere il target con la forza emozionale del messaggio che ha le sue radici in verità fondamentali sull'azienda, sui prodotto e sui servizi promossi".
Per Pringle l'organizzazione di questa mostra è stata l'occasione per conoscere da vicino la comunità pubblicitaria italiana. "L'Italia è un mercato più piccolo del Regno Unito - ha continuato - ed è dominato dai grandi gruppi multinazionali; un processo che riguarda molti altri Paesi. Dal punto di vista dei brand globali questa situazione può garantire dei benefici di scala, ma può portare ad un approccio meno sensibile ai bisogni locali in termini creativi. Si possono raggiungere accordi di remunerazione che possono sembrare giusti a New York, ma che finiscono con il togliere risorse ai mercati locali. Per questo le agenzie italiane sono state più lente nell'investire in nuove tecnologie e sui canali digitali multimediali". (A.Cr.) A Roma le opere di Hamish Pringle e Aleksandra Lajtenberger.
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